Alice Anderson classe 1976 realizza le sue opere AVVOLGENDO oggetti quotidiani in fili di rame, trasformandoli in reliquie riconoscibili solo dalla loro forma geometrica, crea memorie dell’era digitale, catturando gli oggetti come testimoni del nostro tempo. L’artista richiama al processo di mummificazione degli oggetti in rame con la sua strategia del ricordo e aiuta lo spettatore ad apprezzare le piccole cose della vita che di solito diamo per scontate.
Dal 1999 la giovane artista franco-algerina ha continuato a costruire una sorta di romanzo visivo fatto di poetiche ed assurde avventure. Tra sculture, fotografie e video l’artista ha indagato la complessità dei legami familiari attraverso un’ottica fiabesca e surreale caratterizzata da un grande controllo dei colori e delle ambientazioni.
Alice Anderson alla Galleria Riflemaker di Londra
Nel 2010 alla galleria Riflemaker di Londra ha riempito gli spazi espositivi con migliaia di metri di capelli che formarono una grande installazione costituita anche da fotografie e film che si riallacciavano a memorie di un infanzia fittizia.
La Anderson considera il tempo il suo più importante mezzo espressivo. Per l’artista infatti la memoria, attraverso la distorsione operata dal tempo, può divenire una storia romanzata.
Un artista affascinante e tutta da scoprire, vediamo fin dove la sua poetica si spingerà.